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Negli ultimi mesi ho letto diversi ricettari dell'Ottocento e dei primi decenni del Novencento per la mia tesi, così oltre a studiarne le ricette mi è anche venuta voglia di provarne qualcuna.
Le ricette che mi hanno incuriosita di più sono quelle che oggi sembrano bizzarre e strampalate, ma visto che poi bisogna pure che qualcuno accetti di mangiare quello che cucino e possibilmente senza finire in ospedale dopo, ho deciso di iniziare da quelle più tranquille e non troppo strane.

La prima ricetta che ho provato è la torta di patate da La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi, che un po' strana doveva sembrare già nel 1891 se Artusi scrive:

Trattandosi di patate, non ridete del nome ampolloso perché come vedrete alla prova, non è demeritato. Se i vostri commensali non distinguono al gusto l’origine plebea di questa torta, occultatela loro, perché la deprezzerebbero.
Molta gente mangia più con la fantasia che col palato e però guardatevi sempre dal nominare, almeno finché non siano già mangiati e digeriti, que’ cibi che sono in generale tenuti a vile per la sola ragione che costano poco o racchiudono in sé un’idea che può destar ripugnanza; ma che poi, ben cucinati o in qualche maniera manipolati, riescono buoni e gustosi.

È veramente un dolce molto semplice e buono: il sapore ricorda la torta di riso, ma è più delicato e la consistenza è più umida e si fa con pochissimi ingredienti che tutti abbiamo sempre in casa. È quasi senza burro (ce ne sono appena 30 gr), non ci sono né farina né lieviti, quindi è adatto a chi soffre di celiachia perché senza glutine.

INGREDIENTI

  • 700 gr di patate farinacee
  • 150 gr di zucchero semolato
  • 30 gr di burro + poco altro per ungere lo stampo
  • 5 uova
  • 70 gr di mandorle sbucciate
  • Scorza di limone
  • Pangrattato per lo stampo (io non lo avevo e ho usato dello zucchero, come faccio per la torta di riso)
  • Zucchero a velo (facoltativo)

ISTRUZIONI

01Cuocete le patate al vapore, sbucciatele e passatele allo schiacciapatate quando sono ancora calde. Lasciatele intiepidire in una ciotola coperta con della pellicola.

02Tritate le mandorle insieme allo zucchero  fino a ridurle in farina con un mixer. Se avete bisogno di spellare le mandorle, mettetele in un pentolino con acqua tiepida, portate ad ebollizione e togliete dal fuoco. Lasciate le mandorle ammollo per un minuto, poi scolatele, asciugatele ed eliminate la pellicina.

03Unite patate, zucchero e mandorle, burro, scorza di limone e sale. A questo punto la ricetta dice di lavorare gli ingredienti con un mestolo per un'ora, aggiungendo un uovo alla volta. Va bene la fedeltà, ma non credo valga la pena slogarsi un polso per una torta smile per cui vi consiglio di usare la planetaria (oppure uno sbattitore elettrico) come me e montare l'impasto con la frusta, aggiungendo un uovo per volta e aspettando che quello precedente venga ben incorporato prima di aggiungerne un altro. Quando ottenete un composto leggero e spumoso fermatevi.

04Versate l'impasto in una tortiera da 26/28 cm imburrata e cosparsa di pangrattato ( io l'ho sostituito con lo zucchero), livellate bene e infornate a 180° per circa 50/60 minuti. Controllate la cottura con la punta del coltello o con uno stecchino. 

05Una volta raffreddata potete spolverare la torta con dello zucchero a velo.

fetta torta di patate

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