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È il primo parco agro-alimentare d'Italia, nato un anno fa circa da una collaborazione tra Eataly e Coop (eventuali dettagli sul sito ufficiale) e si trova proprio nella mia Bologna. Da quando ha aperto ho letto e sentito pareri contrastanti e così, Dreamteam al seguito, ho deciso di andare a provarlo. Il primo impatto positivo viene dalla comodità logistica: parcheggio grande e gratuito nelle prime due ore, con corsie dedicate al Telepass, posizione raggiungibile comodamente dalla tangenziale e molto vicina al parco commerciale Meraville (notare che anche Borsari, lo storico negozio bolognese di strumenti musicali, si è trasferito in pratica a metà tra i due parchi).

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Mi chiedono spesso come sostituisco la carne e il pesce nella mia alimentazione vegetariana, per me e per i miei figli (che crescono sanissimi da ormai 11 anni senza aver mai preso integratori), per cui ho deciso di scrivere questo post indicando anche un po' di prodotti che ormai acquisto regolarmente (specifico che non percepisco introiti pubblicitari dai produttori :-D ).

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Questa settimana voglio dedicarla a un po' di sperimentazioni sulla cosiddetta "cucina povera", quella che facevano una volta con ingredienti semplici e poco lavorati, spesso con l'idea di poter riscaldare e consumare le preparazione anche uno o due giorni dopo. Un'amica mi ha prestato in "long-rent" il libro "La cucina delle monache", un'edizione del 1987 di Silvana Bevilacqua Calzolari che

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Io sono bolognese, nata in famiglia di tradizioni bolognesi, e questo significa dolci semplici, spesso secchi (le raviole ripiene di marmellata, la pinza, la ciambella - che con le ciambelle classiche condivide solo la forma -, ecc...) e con l'impronta antica della vita di campagna (la torta di riso, il créme caramel, il certosino, ecc....).

Insomma...cioccolato poco :-) Però nelle tradizioni personalissime della mia famiglia,

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Sapendo che mi sarei lanciata nel progetto Bongusta, un'amica mi ha regalato un piccolo libro degli anni '80 dedicato alla cucina indiana. All'inizio l'ho guardato con scetticismo: il libro si intitola "La cucina degli Hare Krishna" :-) Guardandolo meglio però mi sono accorta che in realtà le ricette sono organizzate piuttosto bene e, tralasciando le implicazioni filosofiche ayurvediche (interessantissime, per carità, ma non in questo contesto) sono anche spiegate in modo chiaro e completo (nonchè tutte vegetariane, naturalmente).

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Appunti di cucina di Elena.

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